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Elisabetta Ravera - MioDottore.it

La Sindrome Metabolica è una particolare situazione clinica in cui si viene a trovare l’organismo quando, per stili di vita (sedentarietà, alimentazione sbilanciata) e per stati concomitanti (obesità o sovrappeso, aumento dei grassi nel sangue etc.) è aumentato il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari maggiori come ad esempio un infarto del miocardio o eventi cerebrovascolari come l’ictus.

Questa sindrome è stata descritta nel secolo scorso da un medico francese che aveva notato una correlazione tra aumento del tessuto adiposo viscerale, soprattutto quindi delle parti superiori del corpo e patologie come il diabete, gozzo e calcolosi urinaria, oltre che ad aterosclerosi e aumento della pressione arteriosa.

Ai giorni nostri questa sindrome viene definita anche “plurimetabolica” perché associa oltre a quanto già osservato e descritto un aumento delle concentrazioni di insulina nel sangue, una alterazione dei grassi circolanti (dislipidemia).

Ma quali sono i valori che fanno scattare l’allarme e quindi i criteri per identificare la sindrome metabolica? L’associazione internazionale per la cura e prevenzione del diabete dice che devono coesistere almeno due dei seguenti punti nello stesso paziente:

  • Aumento dei trigliceridi (grassi nel sangue) oltre i 150 mg/dl
  • Colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nei maschi e 50 mg/dl nelle femmine
  • Pressione arteriosa oltre 130/85 mmHg
  • Fattori aggravanti : età superiore ai 45 anni negli uomini e 55 nelle donne; circonferenza vita maggiore a 94 cm negli uomini e 80 cm nelle donne.

La sindrome metabolica è una condizione clinica da non sottovalutare: è responsabile di un aumento della mortalità e morbidità, si stima che in Italia colpisca 14 milioni di persone.

sindrome metabolica

Uno dei principali artefici ormonali della sindrome metabolica è l’insulina, che in questa sindrome risulta elevata anche a digiuno. Il ruolo della insulina è fondamentale per la regolazione del metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, interferisce con la regolazione della pressione arteriosa, delle piastrine nel sangue e con tutti gli altri fattori che intervengono nel meccanismo della coagulazione. Ha anche una azione sulle pareti e sulle cellule dei vasi arteriosi. E’ accertato che una resistenza all’ insulina si verifica prima dello sviluppo conclamato della sindrome metabolica. L’aumento della insulina e una insulino-resistenza associati ad un aumento della glicemia (gli zuccheri nel sangue) favoriscono una maggiore tendenza alla eccessiva coagulazione del sangue, con formazione di trombi ed emboli.

Come correre ai ripari per evitare che la sindrome metabolica minacci la nostra vita?
La prevenzione è indispensabile : modificare lo stile di vita e l’alimentazione di per se sono armi potentissime e possono farci risparmiare sofferenze e uso di farmaci nel futuro.
Comunque anche quando sono già presenti le condizioni cliniche relative alla sindrome metabolica, l’affiancare a farmaci un aumento della attività fisica e una dieta appropriata aiutano a tenere controllati gli effetti devastanti che  questa sindrome può determinare.

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