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Siamo entrati nel periodo cruciale dell'anno che mette a letto forzatamente chi contrae il virus dell'influenza. Ogni anno si sprecano le raccomandazioni su cosa fare e non fare durante questo momento che comunque è estremamente impegnativo per l'organismo, una vera e propria tempesta che sconvolge il nostro sistema immunitario, impegnandolo ad una lotta contro l'invasore virale, ma non solo, questa lotta produce cellule morte, prodotti di scarto che derivano dalla distruzione che la battaglia tra il bene e il male produce senza sosta, e che si traducono con sintomi come la sensazione di muscoli e ossa rotte, un senso di nausea, una alterato funzionamento del nostro intestino.
La febbre che è un meccanismo di difesa, non un nemico da sconfiggere, contribuisce ad aumentare la “spazzatura” che si produce nel nostro corpo e i sintomi si aggravano, perché fino a quando il nostro organismo non riesce a smaltire tutte le scorie e le tossine che si sono prodotte, la sensazione di malessere è costante. Quando poi la febbre diminuisce fino scomparire e il nemico virale si è ritirato, ecco un altro periodo molto importante, la convalescenza, che deve essere fatta in modo adeguato, pena la ricaduta in uno stato febbrile o peggio in una complicanza che spesso “allieta” la fine dell'influenza.
In entrambi i periodi la alimentazione e un corretto stile di vita giocano un ruolo fondamentale per aiutare il nostro corpo a ritornare in piena forma.
In genere quando si ha la febbre alta non si ha molto appetito, e la tendenza è quella di evitare di mangiare e bere. Niente di più sbagliato. Una prima buona regola è di idratare il più possibile il nostro corpo, per due motivi, intanto perché la febbre alta porta a disidratazione e questa situazione rischia di fare accumulare pericolosamente le tossine invece di smaltirle, diluendole e facendole espellere con il nostro sistema emuntorio renale. La corretta assunzione di liquidi permette anche una buona idratazione dell'intestino, il che comporta un suo corretto funzionamento di smaltimento dei rifiuti che altrimenti stazionerebbero, contribuendo ad aumentare il disagio generale.
flue2Quindi via libera a tisane addolcenti, come la melissa, ma anche zenzero, cannella, aiutate da una scorza di limone lasciata in infusione e addolcite da una dose generosa di miele, che è un antibatterico eccellente oppure il tè come quello verde o bancha, senza sostanze nervine.. Le tisane aiutano anche ad alleviare i sintomi fastidiosi come la tosse sia secca che catarrale. A questo proposito sono da evitare tutti i cibi che possono contribuire ad aumentare la produzione di catarro, come il latte di mucca, i latticini in genere, anche se lo yoghurt è da preferire proprio per il suo potere di riequilibrare la popolazione dei batteri buoni a livello intestinale. Via libera anche alle spremute e ai centrifugati di frutta, la dieta liquida è da preferire nei primi giorni di febbre alta questo perché la sensazione di nausea e la disappetenza che si accompagnano alla febbre rendono difficile una alimentazione troppo solida.

flue3Oltre a frutta e verdura, ricche in preziosi minerali e vitamine, via libera alle zuppe di verdure di stagione o a brodi vegetali, apportano anche essi minerali e liquidi preziosi per l'organismo.
Da evitare anche i cibi che possono appesantire il già provato organismo, come le carni rosse e tutti i prodotti industriali confezionati con conservanti, i salumi.
Durante la convalescenza, ricominciare a riabituare il nostro organismo a cibi più solidi, quindi via libera a carni bianche di pollo o tacchino, o pesci cucinati su piastra antiaderente e insaporite con salvia, rosmarino e un filo di olio di oliva extravergine, uova alla coque, formaggi sani come il parmigiano reggiano magari spolverato sulla minestra, o sulle zuppe, insalate di cereali integrali con verdure. Il messaggio è non sovraffaticare l'organismo con alimenti impegnativi, e restituire al nostro corpo tutta la forza possibile prima di ributtarsi nella routine quotidiana.

 

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