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Elisabetta Ravera - MioDottore.it

La dieta vegetariana si è fatta prepotentemente spazio in questi ultimi anni, complici pareri autorevoli di clinici che ne hanno abbracciato la filosofia.
Si passa da un regime che ammette qualche nutriente di origine animale, come le uova e i latticini a diete in cui anche questi alimenti non vengono considerati e quindi l’alimentazione si basa solo su vegetali, cereali, legumi e frutta.
La dieta della popolazione occidentale è stata, soprattutto negli anni del benessere, caratterizzata da eccessi alimentari che hanno privilegiato un consumo elevato di grassi e proteine animali, a svantaggio di quelle vegetali, con la conseguenza che, parallelamente all’aumentare dell’età, sono anche aumentati i casi di tumori maligni e di patologie cardio-cerebrovascolari acute, da qui il fiorire di farmaci e rimedi contro il colesterolo, vittima sacrificale di una follia alimentare collettiva.
Quando nel 1983 ho discusso la mia tesi sperimentale, l’argomento era proprio le abitudini alimentari dei pazienti con carcinoma del colon. Quello che avevo riportato nel mio lavoro era che in questi pazienti l’abitudine era di consumare almeno un pasto, se non due al giorno a base di carne. Avevo quindi ipotizzato che ci fosse una correlazione tra l’infiammazione causata da una dieta prevalentemente carnea e il cancro, soprattutto nell’intestino dove ogni giorno transita il cibo assunto con la dieta.
Nel corso di questi anni è stato pubblicato che l’eccessivo apporto nella dieta di proteine animali e grassi è probabilmente una delle cause di tumori come quelli della mammella, utero, ovaio, prostata, pancreas, stomaco, oltre che al già citato intestino.
Ed è qui il nodo di tutto, l’eccesso. Un regime dietetico come quello che avevo riscontrato nei miei pazienti degli anni 80 era troppo elevato in grassi e proteine, all’opposto dell’eccesso sta il difetto, una dieta carente in uno specifico nutriente richiede poi delle supplementazioni specifiche per compensare una carenza. Come sempre il giusto sta nel mezzo.
Come era la dieta dell’uomo primitivo? Sicuramente a base di vegetali e frutta, di prodotti animali come uova e latte ma anche di prodotti della caccia e pesca, solo che questi non erano consumati tutti i giorni ma solo quando la caccia o la pesca andavano a buon fine, allora era festa grande e l’animale veniva divorato. Il nostro organismo e i suoi processi interni non sono cambiati di molto da quell’uomo primitivo, una dieta il più possibile varia, quindi che possa contenere proteine animali, magari consumate una volta ogni tanto, proprio come i nostri avi, è molto più salutare degli estremismi di oggi.
Con ciò non demonizzo chi decide di diventare vegetariano più o meno integralista, ognuno sceglie per se cosa è meglio, anche se mi sembra che in questo momento si stia vivendo più una isteria collettiva che un reale convincimento.
Proprio lo scorso anno è stato pubblicato sulla rivista PLos One una ricerca della Università di Graz in Austria in cui, in controtendenza a tutte le dichiarazioni e lavori emersi in questi anni, le persone che eliminavano totalmente la carne e pesce dalla dieta avevano una probabilità di sviluppare depressione, allergie e cancro del 50% in più di chi aveva una dieta bilanciata carnea.
Ma se si vuole iniziare comunque questo percorso, che regime dietetico adottare?
Ricordarsi intanto di assumere almeno 5 porzioni di cereali, tra colazione, spuntini e pasti, quindi via libera a farro, orzo, miglio, ma anche riso, quinoa, grano saraceno; utili i cereali a colazione, assieme a latte vegetale, come il latte di soia, avena, riso, miglio, kamut tanto per citarne alcuni.dieta vegetariana2

Anche i legumi sono una ottima fonte proteica da tenere in debita considerazione, ottima la combinazione di pasta o riso con lenticchie, ad esempio. Frutta e verdura 5 porzioni al giorno, semi come quelli di lino, girasole, zucca, magari mescolati alle verdure o con lo yogurt vegetale, frutta secca, ottime le mandorle che agiscono anche come spezza-fame.
Per chi vuole allentare le maglie della dieta e concedersi qualche alimento animale, 4-5 uova alla settimana sono una ottima scelta, magari un paio di volte alla settimana ci possiamo spingere più in là con una porzione di formaggio fresco oppure con il sempreverde parmigiano reggiano.

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