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Una dieta sana ed equilibrata è auspicabile non solo per avere un fisico tonico e in buona salute ma anche per fare barriera a malattie che colpiscono distretti del corpo ben lontani da quello digestivo.
Mi riferisco ad esempio all’apparato osteo-muscolo-articolare. Quanti di noi sono afflitti da dolori articolari, apparentemente senza un motivo o peggio quanti hanno una patologia articolare infiammatorio-degenerativa?

E’ di recente sottolineatura nella letteratura scientifica come alcuni alimenti innalzino gli indici tipici della infiammazione e altri invece li spengano; alcuni parametri dosabili a livello ematochimico, quindi le comuni analisi del sangue, sono correlati ad una maggiore o minore sensibilità al dolore. Ad esempio una vitamina D bassa abbassa la soglia al dolore, ma anche un'idratazione non sufficiente (da qui il consiglio di noi nutrizionisti di bere un adeguato quantitativo d'acqua, soprattutto nelle fasce più anziane della popolazione dove il senso della sete è inesistente e dove il dolore articolare è molto più percepito).

Anche prima che la letteratura scientifica se ne occupasse ho avuto modo di riscontrare in alcuni miei pazienti quanto siano stati veri i dati riportati dalle revisioni degli studi clinici osservazionali. Ad esempio una signora di 67 anni che è giunta al mio studio per perdere peso, essendo in sovrappeso con BMI 29 (valori normali inferiori a 25), era afflitta da spondilite anchilosante, una patologia infiammatoria cronica deformante soprattutto la colonna vertebrale. Questa mia paziente aveva una dieta molto ricca in grassi e proteine animali e farinacei, in particolare prodotti da forno. Dopo 40 giorni di regime dietetico in cui erano stati pesantemente ridimensionati gli alimenti di cui si cibava usualmente, accanto ad un'adeguata idratazione, la signora aveva avuta una riduzione del dolore nettissima, ma anche i parametri ematochimici dell'infiammazione, da sempre molto elevati, si erano tutti abbassati, alcuni anche entro i valori della normalità, tanto da far gridare al miracolo da parte della collega reumatologa che curava da tempo questa mia paziente.

Quali indicazioni allora seguire proprio per prevenire o curare l’infiammazione e quindi abbattere la sensazione dolorosa?
Si parte proprio dall’acqua, non meno di 2 litri al giorno, evitando tutte le bevande dolci o i superalcolici. Poi 5 porzioni tra verdura e frutta, verdura abbondante meglio se cruda o cotta al vapore, per evitare la perdita dei preziosi minerali. E i carboidrati? In una giornata 3 porzioni, suddivise tra pane e pasta, meglio se integrali, aggiungere anche semi come lino, chia (ricchi in omega 3) che spegne l'infiammazione, e una porzione di grassi buoni presenti nella frutta secca, sempre con moderazione; erbe aromatiche come salvia o rosmarino e spezie come curcuma o zenzero a piacere.

E le proteine? Riduciamo le proteine animali più impegnative, come la carne, anche bianca oltre che rossa, e il latte di mucca con i formaggi: limitiamo la carne rossa ad una porzione a settimana, due volte invece a settimana per quella bianca, come 2 volte a settimana le uova e i formaggi a basso contenuto di grassi; invece del latte consumiamo ogni giorno uno yogurt bianco o il kefir ricco di fermenti vivi, aumentiamo a 4 le porzioni settimanali di pesce e di legumi che non sono un accompagnamento di altre proteine ma hanno la loro dignità di piatto proteico.

Tutti i dolci dovrebbero essere consumati solo occasionalmente, quindi salutiamo torte, biscotti, gelati, brioche etc. e concediamoceli solo in corso di eventi eccezionali.

Osservando questi pochi principi è molto probabile che l’infiammazione e il conseguente dolore venga presto dimenticato, ricordiamo che siamo quello che mangiamo, quindi cerchiamo di mangiare bene.

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