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I cereali sono presenti nella storia dell’uomo da sempre, ancora prima della scoperta del fuoco. I semi delle graminacee offrivano vantaggi competitivi rispetto agli altri ortaggi in quanto erano più resistenti, si conservavano a lungo ed erano più nutrienti. A seconda del territorio e delle caratteristiche climatiche le coltivazioni dei cereali si sono differenziate: nel Mediterraneo il frumento, il riso in Asia, segale ed avena nel nord Europa.

Il nome cereale deriva da Ceres, Cerere, la Dea Romana dei campi e dei raccolti. Il termine cereale connota tutte le piante erbacee che producono frutti, i quali se macinati danno farine per poi farne pane ed altri cibi. La famiglia dei cereali comprende tutte le piante i cui semi o i frutti sono ricchi di amido, quindi ad esempio riso, frumento, grano saraceno, farro, quinoa, amaranto, avena, orzo e segale, per citare i più famosi.

I cereali vengono prodotti dalla lavorazione dei frutti di piante chiamate Graminacee e Poligonacee. Questi frutti sono costituiti da uno strato esterno di rivestimento , la crusca, uno strato intermedio e il seme. Dopo essere stati raccolti vengono fatti seccare e quindi macinati. Se la macinazione si fa sul chicco intero, allora la farina che ne deriva è integrale, altrimenti è del tipo raffinato. Alcuni cereali possono essere consumati interi, non solo macinati, come il farro, mais, riso o orzo.

La funzione dei cereali nella alimentazione umana è molto importante: sono alla base della piramide alimentare tradizionale, anche se negli ultimi anni è stato ridiscusso il ruolo dei cereali in quanto è aumentato il consumo dei cereali raffinati a scapito i quelli integrali. I cereali raffinati o bianchi come pane e pasta vengono metabolizzati più velocemente dal nostro organismo rispetto a quelli integrali, il risultato è un innalzamento troppo veloce della glicemia con conseguente picchi di insulina. Questo meccanismo dopo un certo periodo di tempo può determinare lo sviluppo di malattie del metabolismo come il diabete o un aumento del peso corporeo.

A parte i carboidrati, i cereali apportano fibre, vitamine del gruppo B, sali minerali come il Ferro, Potassio, Fosforo e Calcio, soprattutto se vengono consumati come integrali. Sono anche una fonte di proteine a basso valore biologico.

Alcuni tipi di cereali come il frumento vengono utilizzati anche per la produzione di farine e per le bevande alcoliche. Il riso invece oltre che per la produzione di farine, di cereali soffiati e gallette o altri prodotti da forno è fonte di un latte, il latte di riso, che rappresenta una valida alternativa al latte vaccino. Questo latte, come quello derivato dalla avena è estremamente digeribile, è quindi una valida alternativa quando è presente una intolleranza al lattosio.

Dal mais si produce un tipo di olio, oltre che prodotti per la colazione come i cornflakes.

Dall’orzo  si ottiene il malto per la produzione di birra, whisky o vodka.

Molti cereali contengono il glutine, quindi non possono essere consumati da chi è portatore della celiachia, ma mais e miglio o riso ad esempio sono privi di glutine e quindi appropriati per chi ha questo tipo di intolleranza. Il miglio in particolare è ricco di proteine più che il frumento, riso o mais, abbonda in vitamina A e contiene la lecitina, sostanza costituita da acidi grassi essenziali, importantissimi per il nostro organismo.

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