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Elisabetta Ravera - MioDottore.it

L’acqua è un elemento importante ed indispensabile, presente nel 50-70% della massa corporea dell’adulto, nel bambino in una percentuale maggiore mentre è inferiore nell’anziano che è sempre a rischio di disidratazione perché non sente la sete. In generale l’acqua deve essere consumata in quantità e qualità adeguata per convenzione 1 ml ogni caloria introdotta quindi 2000 calorie 2 litri, ma deve essere distribuita lungo la giornata, non bevuta quando ci si ricorda dopo una fase di secchezza anche prolungata. Un esempio di corretta idratazione è ad esempio ricordarsi di bere 1 bicchiere di acqua ogni ora della giornata attiva.

Naturalmente il fabbisogno di acqua varia in base al clima, umidità, sudorazione e attività fisica.
L’acqua ha un suo ruolo nella digestione, quando il bolo alimentare deve essere metabolizzato e assorbito nell’intestino. i liquidi del nostro corpo sono molto importanti: la salivazione, i succhi gastrici, il succo pancreatico e la bile beneficiano di un corretto apporto di acqua dall’esterno. E’ necessario che siano supportati da un corretto introito di acqua in quanto richiedono acqua per essere secreti, un pasto eccessivamente secco richiama acqua dall’interno.

Acqua ai pasti si o no?

Prima dei pasti bere uno o due bicchieri di acqua per preparare i succhi e l’intestino al lavoro digestivo. Durante i pasti si perché aiuta anche a raggiungere il senso di sazietà e a non ingurgitare più cibo, dopo il pasto si se si vuole evitare la sonnolenza post prandiale.

L’acqua fa dimagrire?

Purtroppo no, non aumenta il metabolismo del corpo, come invece fanno le sostanze nervine.
Quindi è opportuno ere durante l’arco della giornata, ma meglio non esagerare, perché:

  1. I succhi digestivi si diluiscono troppo con eccessive quantità di acqua
  2. Dopo essere transitata nell’intestino viene riassorbita e fa carico sulla massa circolante
  3. Diluisce gli elettroliti come il sodio e scombina l’equilibrio idro-elettrolitico.

Quindi non fa dimagrire ma aiuta a dimagrire, nel senso che è ipocalorica e da preferire alle altre bevande, aumenta il senso di sazietà.
Bere poco non fa eliminare le tossine e queste possono depositarsi nel tessuto adiposo, perché sono lipofile.
Bere troppo diluisce il sodio, come si è detto, e questo causa un esagerato riassorbimento di acqua a livello renale, con imbibizione dei tessutie amento della pressione, attenzione anche dopo lo sforzo fisico, la reidratazione deve tenere conto anche dei minerali. Bere troppo può portare emicrania, malessere, confusione, nausea. Bere più di 9.5 litri al giorno causa encefalopatia natriuretica (CSI).
Meglio l’acqua con basso residuo fisso, cioè minimamente mineralizzata. e’ un parametro per valutare la leggerezza dell’acqua, più basso è, più leggera e pura è l’acqua. Fino a50 mg le acque sono minimamente mineralizzate, fino a 500 sono oligominerali, da 500-1000 sono mediamente mineralizzate, fino a 1500 fortemente mineralizzate.
I Sali contenuti sono inorganici e quindi non assorbiti o utilizzati dall’organismo, ma si depositano con uno sforzo supplementare da parte del corpo per liberarsene. In generale le acque di alta montagna hano un basso residuo fisso, es la Lauretana, che ha 14. Sotto i 50 va bene, fino a 100 è buona,oltre i 1200 è meglio evitare
Attenzione anche alla durezza dell’acqua, se è molto dura i Sali di calcio contribuiscono alla renella e ai calcoli, insieme agli ossalati come quelli presenti nei vegetali, gli spinaci, barbabietola, rabarbaro etc.

Con gas o senza?

Il gas addizionato può dare fastidio ad un intestino meteorico o infiammato, meglio in questo caso naturale.

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Calda o fredda?

Mai consumare un liquido troppo freddo o caldo, il freddo non fa funzionare bene le cellule di parete e fa contrarre le pareti del nostro apparato digestivo, il troppo caldo le può danneggiare in maniera irreversibile e alla lunga causare problemi più gravi.
Nelle bevande mettiamo gli alcolici, i superalcolici e le bibite.
Una distinzione tra alcolici e superalcolici sta nel grado alcolico, per alcol si intende bevande fino ai 20 gradi, come il vino, birra, champagne etc; i superalcolici sono distillati come i liquori, gin, vodka, whiskey etc.

L’energia che liberano è elevata, ben 7 Kcal/gr. Non sono purtroppo dei nutrienti, generano le cosiddette calorie vuote perché non vengono registrate come tali nel centro della sazietà dell’ipotalamo, quindi non danno sazietà per cui è una aggiunta di calorie su calorie. Le calorie che derivano dall’alcol sono dissipate in calore e se sono in eccesso contribuiscono a formare il tessuto adiposo, soprattutto quello interno, gli antiestetici cuscinetti in vita e all’altezza dello stomaco sono espressioni tipiche di chi abusa in queste bevande. In più l’alcol blocca la fisiologica disgregazione del tessuto adiposo (lipolisi) e quindi si prende peso.
Ma allora un bicchiere di vino si o no ai pasti?
Un bicchiere a pasto può gratificare ma la scusa che aiuta a combattere l’aterosclerosi non è proprio del tutto vera. E’ corretto che il vino è ricco in polifenoli che derivano dall’uva, soprattutto quella rossa, che ha un processo di macerazione più lungo, ma è anche vero che la quantità di queste preziose sostanze dovrebbe essere molto più alta per sortire un effetto positivo, quindi bisognerebbe bere almeno un paio di litri al giorno e quindi pensiamo al carico calorico inutile per un beneficio minimo che si può ottenere in altri modi, come ad esempio mangiando l’uva direttamente.
Attenzione poi ad una componente del vino, i solfiti, alcune persone ne sono allergiche o possono sviluppare una intolleranza. I solfiti sono idei coloranti usata in campo alimentare e farmaceutico per colorare, conservare e per ridurre l’imbrunimento di molti cibi. Oltre al vino possono essere presenti nei prodotti di salumeria, nella birra, nei succhi di frutta e nella frutta come quella disidratata o le marmellate, nella frutta secca,.
Un uomo di 70 kg al massimo dovrebbe assumerne 50 mg, 330 ml di vino raggiungono questo valore.
Per quanto concerne le bevande dolci gassate, anche loro apportano calorie, hanno zucchero, sia in forma di saccarosio, che glucosio o destrosio, spesso si bevono anche 100 g di zucchero senza accorgersene.acqua e bevande3

Essendo l’indice glicemico degli zuccheri in forma liquida più alto di quello in forma solida, è un ulteriore stimolo a creare nuovo tessuto adiposo, ciò vale anche per i succhi di frutta confezionati, che di frutta ne hanno ben poca e sono anche ricchi in conservanti quindi estremamente dannosi se si consumano abitualmente.

Bevande ipocaloriche o light si allora?

Purtroppo il dolcificante in esse contenuto attiva il riconoscimento da parte del cervello di sostanza dolce quindi dello zucchero, stimolando ormoni e enzimi che bloccano la lipolisi, cioè la scissione del tessuto adiposo, ma la promessa di zucchero non si avvera, non arriva a destinazione perché non c’è e quindi c’è un calo della glicemia con uno stimolo a “bloccare” il calo degli zuccheri mangiando o bevendo qualcosa di dolce e riempiendo questa situazione di vuoto.
Attenzione anche all’assuefarsi (alzare la soglia gustativa) al sapore dolce, renderà più difficile gustare cibi che gusto dolce non hanno e che sembrano meno “gustosi”.

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