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Questa pianta, originaria dell’Asia Minore, si presenta con colori allegri, un bel rosso squillante e cresce abbondante, essendo molto infestante, in questo periodo dell’anno (maggio-giugno) nei campi ma anche ai bordi delle strade. Sia i petali che i semi hanno proprietà blandamente sedative, il nostro papavero è parente stretto del papavero da oppio, varietà da cui si estrae la morfina.

Il frutto del papavero è una capsula che contiene semi molto piccoli, l’infiorescenza è bella quanto delicata e ha una durata molto limitata nel tempo.
La sostanza che è contenuta in questa pianta è un alcaloide, che è sfruttato per le proprietà sedative, un infuso con i petali di papavero può favorire il sonno, è importante non eccedere nella dose, bastano 4-5 petali per tazza, non più di due tazze al giorno.
Anche le capsule contengono alcaloidi in concentrazioni maggiori, quindi se si vuole mischiare il fiore con il contenuto della capsula, non eccedere una tazza di infuso al giorno.

Le proprietà calmanti del papavero non si limitano ai problemi di insonnia, ma può essere utilizzato anche in composizioni sedative per la tosse e le infiammazioni delle vie aeree superiori. Il papavero può essere usato anche come calmante nel corso di un attacco doloroso come le coliche, ma anche localmente come lenitivo dopo una puntura di insetto o come impiastro per contrastare il disagio da scottatura.

papavero2In commercio si trova sotto forma di tisane o di infusi, ma anche creme per le infiammazioni o oli per migliorare il trofismo cutaneo. In alcuni sciroppi della tosse è contenuto l’alcaloide del papavero con funzione sedativa.
Segnalo che è anche in vendita la tintura madre di papavero della California. Si tratta di una preparazione alcolica da fiore fresco di Escolzia, un fiore giallo della famiglia delle Papaveracee, che come il papavero nostrano ha una attività ipnotica, sedativa e calmante, con una azione sul sistema nervoso centrale, è un ipnoinducente, ma a differenza dei comuni sonniferi non determina lo stordimenti tipico di questi farmaci al risveglio. Se si vuole utilizzarla come sonnifero, prendere la soluzione idroalcolica una mezzora prima di coricarsi alla dose di 40-50 gocce.

escolziaEsiste infine anche l’estratto secco, in questo caso la preparazione deriva da pianta essicata, è utile assumere due capsule sempre mezzora prima di coricarsi se si vuole sfruttare l’effetto ipnoinducente.
Sia papavero che escolzia sono da usare con cautela nelle persone con gravi disordini neurologici, depressioni, psicosi, in allergici o con insufficienza renale o epatica.

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