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Stefano è un uomo di 52 anni che giunge nel mio studio perché nell’ultimo anno, da quando ha perso il posto di lavoro, è ingrassato soprattutto nella zona addominale, con conseguenti problemi di respirazione in particolare quando è seduto in ambienti piccoli come l’abitacolo della macchina. Apparentemente non ha problemi di salute o altri disturbi, ma ad un'anamnesi più dettagliata scopro che soffre, sempre in concomitanza con lo stato di disoccupazione, di insonnia: stenta a prendere sonno e quindi passa gran parte della notte a navigare sul tablet e a fare incursioni in cucina dove razzia il contenuto del frigorifero.

Durante la giornata, benché i pasti siano consumati ad orari abbastanza regolari, mangia velocemente e digerisce male, soprattutto lamenta un senso di gonfiore e stanchezza post prandiale. L’alvo è spesso alternante, con periodi di fastidiosa diarrea alternata a stitichezza.
Indubbiamente in questo caso la forzata inattività e un probabile latente stato depressivo ha condizionato pesantemente i ritmi circadiani e le abitudini alimentari, facilitando l’aumento consistente del peso e i disturbi digestivi ad esso associati.

In questa situazione la prima raccomandazione è quella dietetico-comportamentale: in primis niente spuntini notturni e incremento del ritmo e movimento durante la giornata, in modo da arrivare alla sera maggiormente predisposto al sonno, secondariamente via la eccitazione delle onde luminose del tablet, meglio la più riposante lettura di un libro. Decido per una terapia con un preparato spagirico che possa da un lato aiutare il tono dell’umore ma anche faciliti la funzione gastro-intestinale e induca tranquillità predisponendo al sonno.

Stefano è un Acquario con ascendente Capricorno, luna in Acquario, il suo pianeta dominante Giove. Prescrivo a Stefano un elisir a base di melissa, menta, santoreggia e timo (E63 composito – Alma Similia).
Gli Elisir spagirici sono preparati che hanno un’attività modulabile in base alla dose: infatti possono essere assunti da 1 a 7 gocce per una o tre volte al giorno. Se dati al dosaggio massimo hanno un'azione più fisica, mentre poche gocce agiscono a livello più sottile. Stefano ha bisogno di una piccola spinta per ritornare in carreggiata, deve ritrovare la fiducia in sé stesso e l’elisir può aiutarlo a tale scopo. Il pianeta dominante Giove governa tre piante della composizione: melissa, santoreggia e menta, mentre il timo ha come segnatura zodiacale l’Acquario. A latere della dieta Stefano viene invitato ad assumere per 3 volte al giorno 7 gocce di elisir per un mese, dopo il quale chiedo al mio paziente di ritornare per un controllo.

La melissa viene definita la pianta della felicità, conosciuta fino da tempi remoti perché “rallegrava il cuore e fortificava gli spiriti vitali”. È stata la componente principale dell’Acqua dei Carmelitani Scalzi nel 1600, usata per il trattamento di qualsiasi problematica riguardante tanto il corpo che l’ambito emotivo.
È un’erba che possiede sia virtù stimolanti, fisiche e mentali, sia antispastiche: la sua azione simpaticotonica è utile nei casi di malinconia e inoltre, agendo a livello circolatorio, soprattutto se assunta prima di coricarsi risulta essere un ottimo calmante che induce e migliora la qualità del sonno.

La Santoreggia agisce sul piano fisico a diversi livelli: utile nei casi di astenia, debolezza soprattutto in corso e dopo malattie dell’apparato respiratorio e urinario, ha anche un'azione a livello dell’apparato digerente, in casi di dispepsia, colite, diarrea e altri disturbi gastroenterici, consigliata nei casi di fermentazione intestinale eccessiva e dolorosa. La segnatura di Giove la rende utile, sul piano sottile, nel vivere attentamente e consapevolmente le potenzialità di cui si è dotati, aumentando la fiducia in sé stessi e il coraggio di affrontare le vicissitudini quotidiane.

La Menta ha qualità toniche e corroboranti, oltre che digestive. Secondo un autore del 1700, il termine menta deriverebbe da “mens” cioè mente, per le sue qualità toniche sulle funzioni intellettive. Essendo una pianta che stimola il simpatico, è utile nell'affaticamento generale, in particolare nei casi di vertigini e palpitazioni. Svolge anche una moderata attività analgesica negli spasmi gastrici, nelle coliche e diarree con una buona azione antisettica.

Il Timo viene definito come la pianta dell'integrità, viene considerato da alcuni autori come il migliore antisettico naturale: gli si attribuiscono qualità toniche sia a livello fisico sia psichico, ha un’azione stimolante i globuli bianchi contro le infiammazioni a tutti i livelli; nell’intestino aiuta ad eliminare i parassiti e le infezioni, se presenti, e riduce ogni processo di tipo fermentativo.

Stefano ritorna al primo controllo con un lieve miglioramento nei termini del peso, con una perdita di 5 kg, non si alza più di notte a razziare il frigorifero ma soffre ancora di insonnia, in particolare ha difficoltà nell’addormentamento. Digerisce meglio e si sente più in forze. Decido allora di proseguire con la stessa prescrizione fatta un mese prima, aggiungendo la tintura spagirica di escolzia (TS SYS Escolzia - Forza Vitale), alla dose di 50 gocce mezz’ora prima di coricarsi.
Questa pianta, che non cresce alle nostre latitudini, è una parente stretta del papavero, ed è dotata di attività ipnotica, sedativa, calmante, favorente il sonno. L’azione principale si manifesta a livello del sistema nervoso centrale, con un'attività ipnoinducente che non determina però stordimento al momento del risveglio. Questa droga è anche indicata nei casi di risvegli notturni e nei sonni agitati. Per la sua azione antistress è sinergica ad altre piante tra cui la melissa.

Al controllo successivo Stefano mi appare più rilassato e ammette che la cura ha iniziato a dare i suoi frutti: di notte riesce finalmente a dormire meglio, non fatica più nell’addormentarsi e ha anche iniziato a guardare con più ottimismo al suo futuro, cercando di nuovo contatti per l’attività lavorativa.


SCHEDA 3
Stefano 52 anni in sovrappeso, stato depressivo, difficoltà digestive, disturbi del sonno, iperfagia notturna
Quadro astrale: Sole in Acquario, Ascendente in Capricorno, Pianeta dominante: Giove
Terapia consigliata: Dieta, rimedio spagirico composto E63, tintura spagirica di Escolzia

Rimedio Spagirico1: Melissa - Il nome deriva dalla mitologia greca e cretese. Melissa era una ninfa che ha allevato amorevolmente un figlio di Zeus nutrendolo con miele e latte di capra, nella mitologia cretese era una dea, raffigurata come un’ape regina, infatti il suo nome letteralmente significa “gradita alle api”. Il suo habitat tipico sono luoghi ombrosi, al margine dei boschi e nelle siepi, spesso cresce assieme a questa pianta una simile che però si distingue per l’odore tutt’altro che gradevole e per il fatto che possiede foglie ricoperte da una fitta peluria, mentre la melissa ha una lamina superiore che appare lucida e glabra. Si utilizzano le parti aeree fiorite e l’epoca si raccoglie a tarda primavera-estate. I principi attivi sono costituiti da oli essenziali come limonene, citronellale, geraniale, acidi polifenolici, flavonoidi e triterpeni. Questa pianta ha diverse droghe sinergiche come ad esempio l’escolzia, la menta, la passiflora, il rosolaccio.

Rimedio Spagirico 2: Menta - Secondo la mitologia greca Proserpina dea dell’Ade sorprese il marito in flagrante con una fanciulla di nome Menthes. Infuriata, per vendicarsi trasformò la giovane in una pianta, la Menta. Ha il suo habitat nelle zone palustri, è una pianta erbacea perenne che può raggiungere anche una altezza di 80 cm. La parte utilizzata è la pianta intera fiorita, i fiori sono piccoli, bianco-rosei, il periodo di raccolta è la tarda primavera-estate. La sua azione è legata agli oli essenziali come il mentolo, i tannini e le resine.

Rimedio Spagirico 3: Santoreggia - Il nome deriva dal greco ”satyros” che significa satiro, definito come colui che “è pieno di desiderio”. I Greci la consideravano una pianta dalle qualità afrodisiache, soprattutto se bevuta con il vino dopo averla fatta macerare secca o verde. Successivamente è stata apprezzata per le sue qualità antisettiche e carminative e per la sua abilità a stimolare l’ipotalamo, quindi un buon energizzante fisico e psichico. Pianta erbacea perenne cresce nei pendii aridi e rocciosi fino a 1300 metri. Si utilizzano i fiori e il periodo di raccolta è la primavera, specialmente nei mesi aprile-maggio. I componenti principali sono i tannini, la canfora, il timolo, la vit. A, il carvacrolo, borneolo e cimene.

Rimedio Spagirico 4: Timo - Il nome deriva dal greco “thymos” che significa profumare, era usata nell'antichità per alimentare il fuoco dei riti sacrificali. Ma le sue qualità sono state descritte da illustri medici del passato come Galeno che indica nel timo abilità emmenagoghe, diuretiche ed espettoranti, adoperabile anche per le erisipele, rogna, reumi, ecchimosi. Insomma un tonico e antisettico a 360 gradi. Sul piano emotivo viene indicato come rimedio per la suggestionabilità e per la difficoltà a difendere i propri punti di vista. È un arbusto perenne diffuso fino a 3000 metri, predilige le zone settentrionali e i luoghi aridi e assolati. Si utilizzano le sommità fiorite e il periodo di raccolta è la primavera e l’estate. I componenti principali sono gli oli essenziali come il timolo, carvacrolo, borneolo, i flavonoidi, i triterpeni, i tannini, saponine, in più sono presenti anche l’acido caffeico e clorogenico e il litio. Diverse le droghe sinergiche, come il basilico, il finocchio, la liquirizia, la lavanda, il serpillo da cui si differenzia per le foglie più piccole e meno fitte e l’andamento cespuglioso con infiorescenze più chiare.

Rimedio Spagirico 5: Escolzia - Gli Indiani d’America e i primi coloni del Nord America utilizzavano le sue foglie come legume, bollite oppure cotte su pietre calde. Come medicamento veniva impiegata nelle coliche intestinali, biliari, nel mal di denti e anche per ridurre la lattazione, esternamente in cataplasmi per le ulcerazioni. È una pianta annuale o perenne, blu-verde alta dai 30 ai 60 cm, appartiene alla famiglia delle Papaveracee e cresce spontaneamente in California e Messico, soprattutto nelle dune costiere e nelle valli aride a ridosso del mare. I suoi principi attivi sono gli alcaloidi, ma ha anche fitosteroli, carotenoidi e flavonoidi. Gli alcaloidi agiscono sul sistema nervoso centrale come sedativi e soporiferi, da usarsi con cautela nel caso di disordini neurologici, psicosi, patologie renali o epatiche gravi. Della pianta si utilizzano le parti aeree fiorite e l’epoca ottimale di raccolta va da maggio a settembre.
Le droghe sinergiche sono tutte quelle a valenza calmante e rilassante, come il tiglio, il biancospino, la melissa, la valeriana e la passiflora.

Giuditta è una giovane donna di 30 anni che arriva presso il mio studio per una dieta: negli ultimi 3 mesi il peso è aumentato di 8 kg, inoltre lamenta stanchezza e un calo del tono dell’umore, inusuale per lei, persona molto solare e ottimista. Scavando nella sua storia clinica scopro che all’ età di 17 anni è stata operata per un carcinoma midollare della tiroide, con ablazione totale di questa ghiandola e delle paratiroidi. Negli anni successivi è stata sottoposta a nuovi interventi per colonizzazione metastatica dei linfonodi sempre a livello toracico. Come terapia assume Tiroide Ibsa, vitamina D, calcio e magnesio a dosi ponderali.

È stata in buon compenso per parecchi anni, ma adesso sta attraversando un periodo in cui è più pessimista, mangia in maniera sregolata, soprattutto dolci, pane e pasta, di sera le sembra di sentirsi più gonfia in particolare a livello degli arti inferiori. Per la sua patologia è inserita nelle categorie protette e le piace lavorare nel marketing di una piccola azienda, purtroppo negli ultimi mesi è dovuta rimanere a casa per diversi giorni, non riuscendo quasi ad alzarsi dal letto.

L’esame obiettivo di Giuditta conferma l’incremento ponderale, localizzato nella zona ventrale e nelle cosce con una certa pastosità a livello delle gambe in particolare delle caviglie.
In queste circostanze sono molto cauta a sovrappormi alle terapie allopatiche prescritte a pazienti complicati come Giuditta, ma cerco lo stesso di concentrare la mia attenzione su due aspetti importanti, il primo è quello di regolarizzare lo stile di vita della mia paziente, moderando alcuni alimenti e cercando così di favorire la riduzione del peso in modo dolce, a questo proposito dopo la valutazione plicometrica sono più propensa a credere che l’incremento ponderale sia dovuto in grande parte ad una ritenzione idrica, che spiegherebbe anche la sensazione di gonfiore, oggettivabile anche all’esame obiettivo. Il secondo aspetto è quello relativo al tono dell’umore e alla stanchezza, questo può essere anche dovuto alla patologia di base di Giuditta e alla compensazione non proprio ottimale della attività ormonale sostitutiva della tiroide e paratiroidi.

Per il primo punto prescrivo una dieta con pasti ridotti in termini quantitativi ma frequenti, soprattutto ricchi in verdura e frutta, limitando al massimo i carboidrati semplici come i dolci e privilegiando quelli complessi, in particolare quelli integrali. Per la ritenzione idrica invece mi affido alla fitoterapia spagirica optando per una pianta ad azione diuretica, la pilosella e la betulla per rinforzare l’azione drenante. La tintura spagirica di pilosella (SYS Pilosella, Forza Vitale) secondo le indicazioni della Azienda dovrebbe essere assunta come 25 gocce x 3 al giorno. Modifico lo schema in 40 gocce alle 15 nel pomeriggio. Le piante con azione diuretica dovrebbero essere somministrate al mattino, ma in questo caso visto che il disturbo compare soprattutto dal pomeriggio in poi, preferisco optare per una piccola variante. I principi attivi contenuti in questa droga sono soprattutto flavonoidi, che contribuiscono a migliorare la diuresi sia quantitativamente che qualitativamente, facilitando l’espulsione di azotati e cloruri; completano il quadro della attività farmacologica tannini, polifenoli e cumarine che posseggono una prevalente azione antisettica. Chiedo a Giuditta di seguire questa terapia per 21 giorni e successivamente passare al macerato glicerico di betulla (LES Linfa di Betulla, Forza Vitale), 25 gocce suddivise al mattino, mezzogiorno e ore 19. Anche la linfa di betulla, ricca in betulina, è dotata di attività diuretica e soprattutto depurativa. Scelgo la Betulla anche guidata dal quadro astrale della mia paziente: segno zodiacale Gemelli con ascendente Bilancia, quindi un quadro con predominanza dell’elemento Aria, con pianeta dominante Venere. La betulla o betula pubescens ha tra le sue segnature principali il pianeta Venere e la Bilancia. Come effetto psicosomatico può portare beneficio quando si presenta una tendenza disadattativa verso i piaceri fisici, porta energia al rene inteso sia come organo sia come vaso energetico. Ha la proprietà di apportare minerali e di rallentare l’alterata escrezione urinaria degli stessi.

Accanto a questi due rimedi, per aiutare il tono dell’umore e aumentare l’energia di cui Giuditta è carente consiglio di utilizzare i preparati spagirici di Eleuterococco e Ganoderma, inoltre consiglio degli infusi a base di Iperico da bere nel corso della mattinata. Quindi lo schema terapeutico prevede la tintura SYS Eleuterococco (Forza Vitale), 50 gocce al mattino appena sveglia e 25 gocce al pomeriggio.
Questa radice viene considerata un elisir di lunga vita in grado di ridonare energia e migliorare la risposta immunitaria. Ricerche scientifiche hanno evidenziato come abbia sostanze attive simili al Ginseng, principi attivi che leniscono la depressione, aumentano la performance fisica senza turbare il sonno. Come ultimo consiglio fitoterapico suggerisco a Giuditta di assumere anche il fungo ganoderma, sempre preparato con modalità spagirica (MTS 10-Similia), alla dose di 7 gocce a metà mattinata e 7 gocce alle 14. Al primo controllo dopo un mese di trattamento, Giuditta presenta già qualche beneficio, con riduzione del gonfiore e un miglioramento del tono dell’umore. Le chiedo di proseguire per almeno altri 2 mesi con lo stesso schema e i miglioramenti sono sempre più tangibili: il peso rientra nei parametri normali, la digestione è buona, il tono dell’umore è migliorato: Giuditta ha ripreso il lavoro ed è contenta. Decido di proseguire per almeno un altro mese poi di sospendere l’eleuterococco e successivamente il ganoderma, con l’intento di prescriverli di nuovo eventualmente nei cambi di stagione. Ho mantenuto il macerato glicerico di betulla come terapia di base. Nella scheda 1 una sintesi del caso e dei rimedi adottati.

SCHEDA 1
Giuditta 30 anni, tiroidectomizzata per carcinoma midollare, in sovrappeso, con ritenzione idrica soprattutto agli arti inferiori e depressione del tono dell’umore.
Quadro astrale: Sole in Gemelli, Ascendente in Bilancia, Pianeta dominante: Venere
Terapia consigliata: Dieta, tisana di iperico al mattino, rimedi spagirici

Rimedio Spagirico1: Pilosella (Hieracium Pilosella) - Il nome deriva dal greco “Hierax” che vuol dire sparviero, per la vista acuta di questo rapace che si nutre dei frutti di questa pianta, mentre il nome comune si riferisce alla pelosità delle foglie. Il suo habitat tipico è nei suoli asciutti e arriva fino in montagna. La parte utilizzata è la pianta intera fiorita e l'epoca di raccolta la tarda primavera-estate. La sua azione principale è diuretica, astringente, ipo-azotemica, Santa Hildegarda l’aveva soprannominata “tonico del cuore” proprio per queste sue caratteristiche.

Rimedio Spagirico 2: Betulla- Il nome deriva dal latino, a sua volta di origine gallica. La betula pubescens è anche nota come betulla pelosa o betulla delle torbiere, perché predilige i terreni torbosi o paludosi. Ha come caratteristica una corteccia bianca dovuta ai granuli di betulina. L’azione drenante e diuretica della betulla in erboristeria è legata allo elevato contenuto di saponine, flavonoidi e di polisaccaridi. Ha una azione normalizzante gli acidi urici e aiuta a ridurre i livelli di colesterolo ematico.

Rimedio Spagirico 3: Eleuterococco- Il nome deriva dal greco “eleutheron” che significa libero e “kokkos”= chicco, impiegato nella farmacoterapia da oltre 4000 anni è noto anche come “Ginseng siberiano” per affinità con questa specie e appartenenza alla stessa famiglia. Si trova come habitat naturale in Siberia ed estremo Oriente, si utilizza la radice. La sua azione è adattogena, aumenta la capacità di resistenza in condizioni fisiche avverse, migliora anche la capacità e il rendimento mentale.

Rimedio Spagirico 4: Ganoderma Lucidum- Conosciuto anche con il nome di Reishi è stato definito come “il fungo della immortalità” perché grazie alle innumerevoli molecole bioattive che lo compongono è un utile alleato per modulare le risposte biologiche; è un tonico che permette di affrontare lo stress fisico e mentale in modo ottimale. Ha anche altre caratteristiche: è un immunomodulatore, antiossidante e potenziante il trofismo di organi nobili come il cuore, polmoni, fegato e prostata. La sua azione metabolica si esplica sia sull’utilizzazione degli zuccheri sia sui lipidi, innalzando la frazione HDL.

Un capitolo a parte spetta alla terapia con i funghi preparati sempre con metodologia spagirica. Questo tipo di opzione viene scelta dai terapeuti in casi selezionati soprattutto per situazioni patologiche particolarmente impegnative come ad esempio le neoplasie, gli squilibri immunologici, i dismetabolismi. Alcuni funghi come il Ganoderma Lucidum o il Chaga hanno anche una valenza adattogena, oltre che immunomodulante e sono utili nei casi di recupero delle funzioni immunitarie a lungo depresse da situazioni stressogene come le malattie croniche.

La micoterapia spagirica è molto potente e i preparati devono essere assunti a piccole dosi iniziando da un dosaggio ridotto del 30% rispetto a quello ottimale, innalzandolo progressivamente fino alla dose consigliata.

 

 Attività  Fungo
 Adattogena  Chaga; Cordyceps; Ganoderma
 Antibatterica/virale  Coriolus; Fomes; Phellinus; Ganoderma; Shitake
 Antiossidante/antinfiammatoria  ABM (Agaricus); Auricularia; Coprino; Ganoderma; Orecchione
 Antitumorale  ABM; Coriolus; Chaga; Phellinus; Ganoderma; Cordyceps
 Immunomodulante  Ganoderma; Shitake; ABM; Auricularia; Fomes
 Epato/gastroprotettiva  ABM; Fomes; Hericium; Phellinus; Shitake
 Dismetabolismi  Coprino; Maitake; Orecchione; Cordyceps
 Neuroprotettiva/antistress  Hericium; Phellinus; Poria Cocos; Cordyceps

I metalli sono stati da sempre oggetto di interesse da parte degli alchimisti e in spagiria occupano un posto importante assieme alle gemme. Da entrambi vengono ricavati rimedi che gli addetti al settore indicano come molto potenti e soggetti a forze sottili che ne governano lo spettro di azione.

La nostra terra è fonte di minerali, molto più antichi delle sostanze di origine animale o vegetale, perché si sono formati spesso in migliaia di anni e sono riusciti a resistere al logorio che il tempo può esercitare. Dove il terreno è più ricco in Zolfo si sviluppano più metalli, dove è più ricco in Sali si trovano più cristalli. Sia i metalli sia le gemme possono partecipare alla realizzazione di rimedi che, in quantitativi limitati, hanno risultati spesso molto rapidi.

Ottenere l’olio dal metallo non è così semplice come invece succede per le piante; la procedura prevede la fermentazione e la distillazione, definite come “mortificazione” del metallo. I minerali del metallo vengono ridotti in polvere e fatti dissolvere in un solvente naturale, successivamente altri passaggi portano alla formazione di una resina metallica vetrificata, dura e fragile ma solubile in acqua. Questa resina, messa in un recipiente particolare, chiamato “storta”, di forma sferica con un lungo collo, viene distillata. Durante la distillazione, prima si forma uno spirito molto volatile, penetrante, poi aumentando il fuoco un olio solforoso che si condensa e galleggia sullo spirito. Nella storta rimane un carbone dal quale con dell'acqua si ottiene il sale fisso. Ecco costituiti i tre principi del metallo: Mercurio (lo spirito volatile e diafano), lo Zolfo (l’olio solforoso, l’anima del metallo) e il Sale (il corpo del metallo).

Ogni metallo ha una corrispondenza ed uno specifico tropismo per una serie di organi. Ad esempio l’oro è correlato al cuore, mentre il ferro è correlato all’intestino e alla colecisti (vedi tabella).    
La medicina spagirica prescrive che prima di decidere il tipo di metallo e la diluizione più appropriata si debbano valutare le influenze dei pianeti su quel particolare paziente. Chi è in buona salute si gioverà del suo metallo, che andrà a stimolare la vitalità; il malato deve invece ricevere dosi molto più alte per ottenere un beneficio tangibile.

 Metallo  Organi bersaglio  Patologie
 Oro  Cuore  Malattie con iposviluppo, degenerazione o atrofia di organi
 Argento  Stomaco, duodeno, gonadi
 sistema nervoso autonomo
 Malattie originate da alterazioni del sistema nervoso
 Mercurio  Polmoni, sistema nervoso centrale  Malattie psichiche
 Rame  Apparato emuntorio e riproduttivo  Malattie che tendono a progredire o a recidivare per carenti difese immunitarie
 Ferro  Intestino, colecisti  Malattie infiammatorie acute con vivace reattività
 Stagno  Fegato  Malattie caratterizzate da accumulo e deposito di tossine
 Piombo  Milza, sistema immunitario  Gravi malattie, es. neoplasie, per cronico deficit immunologico
 Antimonio  Pancreas  Malattie a livello epato-pancreatico e della milza dove occorre un forte depurativo

Ogni malattia ha caratteristiche precise ed è stata delineata una corrispondenza con un particolare metallo. Ad esempio all’argento sono correlate le malattie originate da alterazioni del sistema nervoso, mentre il rame presiede a malattie rapidamente evolutive o recidivanti per un deficit del sistema immunitario.

Ad ogni metallo infine corrisponde una serie di piante che ha per esso un tropismo particolare e che costituisce un ottimo complemento per la cura dell’organo o del sistema corrispondente. Ad esempio all’oro corrispondono piante con una azione tonica e stimolante soprattutto sul cuore, fegato e reni come il crataegus oxyacantha, il citrus aurantium o la juglans regia. All’argento e alle piante ad esso associate spetta un’azione antinevralgica, di sedazione nervosa, come la ficus carica mentre le piante associate al ferro come l’alium sativum, la urtica dioica o l’assenzio hanno un effetto di tonificazione e di rinforzo delle strutture corporee; il rame esercita un’azione di drenaggio e di depurazione potenziata da arctium lappa, agrimonia eupatoria o rosa canina.

Le piante mercuriali sedano e stabilizzano il sistema nervoso, ad esempio la passiflora incarnata, la lavandula angustifoglia o la verbena. Le piante saturnine (piombo) smorzano e raffreddano le reattività organiche, come la fagus sylvatica, hedera helix, populus nigra e zea mays.

Infine con lo stagno in associazione con castanea vesca o malva silvestris o hypericum perforatum si proteggono e consolidano le strutture corporee, si riequilibrano gli umori e si moderano le spinte iperplastiche.

In questa triangolazione, sempre secondo la simbologia alchemica, la corrispondenza planetaria tra metallo e pianeti è molto stretta e l’astrologia è parte integrante dell’alchimia.

Ad ogni metallo è accostato un astro: oro per il Sole, argento per la Luna, mercurio per il pianeta omonimo, piombo per Saturno, stagno per Giove, ferro per Marte, rame per Venere. Molto spesso in medicina spagirica ci si trova a dover scegliere tra piante che rispondono ad un preciso rapporto metallo - organo colpito - influenza planetaria. Ad esempio un paziente il cui pianeta dominante è il Sole e con un problema di fegato, risponderà bene al Rosmarinus Officinalis o al Laurus Nobilis, mentre un paziente sempre con lo stesso problema, ma “venusiano” risponderà meglio alla Melissa Officinalis.

 Pianeta
 Metallo  Piante
 Azione
 Sole  Oro   Caulis Carlina, Angelica Archangelica, Calendula Officinalis, Citrus Aurantium, Crataegus Oxyacantha, Cycorium Intibus, Drosera, Euphrasia Officinalis, Fraxinus excelsior, Hypericum Perforatum, Juglans regia, Juniperus Communis, Laurus nobilis, Matricaria Chamomilla, Olea  Europea, Prunus Amygdalus, Rosmarinus Officinalis, Salix Alba, Taraxacum Officinalis  Le piante solari hanno un’azione tonica e di stimolo a vari livelli, ma in particolare a livello cardio-epato-renale, stimolano l’appetito e attivano la sudorazione 
 Luna  Argento  Ficus Carica, Galium, Nasturtium Officinalis, Stellaria Media, Bellis Perennis  Le piante lunari hanno un’azione antinevralgica, con sedazione della eccessiva reattività e sensibilità
 Venere  Rame  Agrimonia, Arctium Lappa, Artemisia Vulgaris, Betula Alba, Melissa Officinalis, Rosa Canina, Rubus Idaeus e Fruct  Le Piante Venusiane hanno un effetto di drenaggio e di depurazione e di attenuazione degli spasmi e dei blocchi
 Marte  Ferro  Allium Cepa, Allium sativum, Artemisia Absintium, Urtica  Le piante marziali hanno un effetto di rinforzo delle strutture corporee
 Giove  Stagno  Castanea Vesca, Borrago Officinalis, Centaurea, Hedera Helix, Malva Sylvestris, Salvia Officinalis, Santureja Hortensis, Solidago Virga Aurea, Tilia Tomentosa  Le piante gioviali proteggono e consolidano le strutture corporee da spinte iperplastiche, riequilibrando i liquidi corporei
 Mercurio  Mercurio  Achillea Millefolium, Corylus Avellana, Lavandula, Passiflora, Thymus Vulgaris, Valeriana Officinalis, Verbena Officinalis  Le piante Mercuriali hanno attività sedativa, stabilizzano e rinforzano il SNC
 Saturno  Piombo  Arnica Montana, Bursa Pastoris, Equisetum Arvense, Fagus Sylvatica, Hieracium Pilosella, Pinus Silvestris, Populus Nigra, Secale Cereale, Zea Mays  Le piante Saturnine hanno attività di raffreddamento, moderazione, blocco della reattività organica

Dall’unione di alchimia, spagiria e cristalloterapia nasce la cristallo-terapia spagirico-alchemica, che ha come obiettivo la realizzazione di rimedi estratti dai cristalli attraverso l’opera alchemica. Anche questi sono rimedi che danno risultati rapidi, duraturi e privi di effetti collaterali perché contengono solo la parte “sottile” della materia da cui derivano. L’Essenza che viene ricavata è costituita da cristalli, acqua di rugiada e alcool purificato.
Le pietre dovrebbero provenire da località con caratteristiche ottimali. La rugiada è acqua purificata che viene usata come solvente, ed entra in gioco nei primi 28 giorni di lavorazione, durante i quali i minerali sono sottoposti ad un processo di separazione diverso da cristallo a cristallo. Dopo altri 28 giorni di lavorazione è l’alcool purificato l’elemento chiave. Quest’ultimo componente è sottoposto ad una specifica serie di distillazioni durante le quali si eliminano tutte le impurità.
Altri 28 giorni e gli elisir sono pronti per donare tutta la loro forza vivificatrice, bastano poche gocce (4-5 per 3 volte al giorno) per una cura di tre settimane.

Gemme ad esempio come lo zaffiro, dominato dal pianeta Saturno, possono curare dissonanze come pessimismo, instabilità psichica e disturbi digestivi e del sistema endocrino mentre il rubino, dominato dal Sole, cura una situazione di malinconia, insoddisfazione, apatia e bassa fiducia in sé stessi, disturbi cardiaci e circolatori, anemie e stati depressivi. Analogamente ai metalli, gli elisir con le gemme possono essere assunti da chi non ha problemi specifici di salute in base al pianeta dominante per migliorare lo stato di benessere psico-fisico.

Le tinture spagiriche sono macerazioni di piante o parti di esse in una soluzione idro-alcolica a diversa gradazione, a seconda della pianta prescelta. Si parte da erbe fresche o secche anche se è preferibile partire dalla pianta fresca in quanto i principi attivi sono più consistenti. Per alcune piante, soprattutto quelle che non si trovano alle nostre latitudini, l’unica fonte di approvvigionamento è rappresentata dall’importazione di materiale secco. Le piante devono essere raccolte nel loro periodo balsamico, quando è massima la concentrazione dei principi attivi.

Le erbe vengono messe in un vaso di vetro chiuso e lasciate macerare in una soluzione idroalcolica per un periodo di tempo definito, agitando energicamente ogni giorno il vaso. La maggior parte delle piante viene fatta macerare per 30 giorni circa.Passato il tempo prefissato, il liquido ottenuto si presenta scuro. A questo punto lo si separa dalla parte solida, che verrà essiccata al sole e poi incenerita. Le erbe incenerite devono essere tenute sul fuoco fino a completa calcinazione e comunque fino a quando il composto raggiungerà il colore bianco. A calcinazione avvenuta si aggiunge la cenere calda alla tintura in un vaso chiuso, detto vaso di Ermete. La tintura deve essere agitata regolarmente ed esposta al sole e alla luna per 28 giorni. In questo modo si avrà una circolazione data dalla evaporazione della tintura, con conseguente condensazione nel vaso superiore e ricaduta della tintura che scioglie i Sali solubili della cenere, assorbendoli e potenziandola.

circolatoreÈ invece dai tessuti meristematici di piante fresche che si ottiene un macerato spagirico-alchemico. La pianta raccolta viene unita ad una soluzione glicero-alcolica, costituita dal 40% di glicerolo vegetale e dal 60% di alcool spagirico, messa a macerare in un circolatore per un mese filosofico lunare, di circa 30 giorni (da luna nuova alla luna nuova successiva se la parte della pianta da macerare sono le radichette, da luna piena a luna piena se sono le parti aeree). Per ogni chilo di pianta sono necessari 4 litri di soluzione glicero-alcolica.
Dopo la macerazione, la tappa successiva è rappresentata dalla filtrazione, con torchiatura del residuo della pianta. Il liquido ottenuto viene filtrato e aggiunto a quello ottenuto in precedenza, la stessa operazione è fatta per il residuo che dopo torchiatura è bruciato e le sue ceneri vengono aggiunte al liquido.
A questo punto si passa di nuovo al circolatore per un altro mese filosofico. La procedura ha lo scopo di energizzare il liquido durante la lavorazione, in quanto sottoponendolo ai raggi polarizzanti del Sole, le particelle liquide evaporano e ricadono a pioggia nel circolatore. La circolazione rende quindi il macerato più “sottile”, più volatile, il suo punto di evaporazione si abbassa e una quantità maggiore di liquido si trasforma in vapore. Questo tipo di circolatore viene chiamato “Microcosmo” in quanto riproduce in piccolo quello che avviene nel Macrocosmo. La soluzione presente nella parte inferiore del vaso evapora salendo verso la parte superiore, il vapore aderendo alle pareti del vaso si trasforma in goccioline che ritornano nella parte inferiore del circo-latore, per poi ancora evaporare e salire di nuovo in una ciclica ascesa-discesa. ouroborusQuesto processo è stato spesso raffigurato con la immagine di un drago che si morde la coda o Ouroborus (in fogura).

Questa circolazione fa sì che i Sali solubili della pianta ricchi in oligoelementi vadano in soluzione nel macerato, energizzandolo.
A fine circolazione si filtra il liquido, si recupera il residuo rimasto nel filtro, che verrà calcinato per poi passare alla lisciviazione e alla evaporazione con formazione di Sali purificati. Questi Sali devono essere esposti alla luna affinché vadano in deliquescenza, un pro-cesso nel quale i Sali passano in soluzione assorbendo vapore acqueo dall’ambiente. L’olio che si ottiene racchiude in sé una potente Forza della Natura ad alto valore energetico. Il sale in deliquescenza viene versato nel macerato in precedenza ottenuto e fatto circolare per un altro mese filosofico e finalmente dopo averlo fatto decantare il liquido è pronto per essere confezionato. Dovrà essere diluito in un rapporto di 1/10 (9 parti di soluzione idro-glicero-alcolica per ogni parte di macerato concentrato) e succusso.

La Quintessenza è la forza vitale più pura, racchiude dentro di sé i quattro elementi della natura (Aria, Fuoco, Terra, Acqua), è il quinto elemento, dotato di forza purificatrice, ma ciò che la rende unica sono i tre elementi alchemici in essa racchiusi.

Il procedimento relativo alla quintessenza del regno vegetale parte dividendo la pianta in tre parti uguali. Dalla prima viene estratto l’olio essenziale che è lo Zolfo Filosofico della pianta, purificato a bassa temperatura con una nuova distillazione in un apposito recipiente, chiamato cucurbita, che è un pallone con il fondo sferico o conico, a forma di zucca aperta in alto. La seconda parte della pianta viene calcinata in un crogiolo e la cenere ottenuta viene lisciviata con acqua distillata, tante volte finché non si ottengono Sali solubili, completamente bianchi. Si è così ottenuto il Sale filosofico. Dalla terza parte della pianta si ricava il Mercurio filosofico grazie alla fermentazione e durante questa operazione la cellulosa si trasforma in alcool, quest’ultimo rettificato e purificato contiene molti principi attivi volatili.
L’ultima operazione è riunire queste tre sostanze purificate, in modo da ottenere la Quintessenza. La ricongiunzione di questi tre principi si attua in un “circolatore” di vetro dentro al quale vengono posti i tre elementi, chiuso ermeticamente e messo a circolare a bassa temperatura.
Questa rotazione, chiamata “circolazione” o “pellicanizzazione”, è una particolare operazione alchemica che intensifica il valore della Quintessenza. Il processo può essere paragonato alla dinamizzazione omeopatica. Senza la circolazione, la preparazione spagirica non può essere considerata completa.
I vapori si elevano, si espandono per condensarsi e ridiscendere lungo le pareti. Questa sequenza è fondamentale nell’esaltare le proprietà biofisiche della Quintessenza.
A differenza di altri rimedi, come quello allopatico o anche omeopatico, la Quintessenza racchiudendo in sé tutti e tre i principi filosofici alchemici, ha una azione triplice nell’organismo in quanto i tre principi agiscono a livelli differenti e sono utili nel ripristinare lo stato di benessere dell’individuo che li assume. La Quintessenza interviene non solo sul corpo ma anche sull’energia vitale e, a livello più sottile, sullo Spirito.

I tre principi della Spagiria: Sale (corpo), Mercurio (principio vitale) e Zolfo (Spirito) sono così raccolti e agiscono in sinergia.

Le quintessenze che oggi si possono reperire già pronte si rifanno alla Quintessenza Spagirica di Paracelso Canonica e contengono il Mercurio filosofico, alcool purificato 100% derivato dalla pianta di cui si vuole fare la preparazione, il 20% di olio essenziale della pianta purificato (Zolfo filosofico) e il Sale della pianta, anch’esso purificato.

La differenza tra una comune tintura estratta da una pianta e una formulazione spagirica sta nella preparazione: la tintura è una semplice macerazione di una pianta medicinale in una soluzione alcolica, solitamente a 60 gradi, quella spagirica apre la pianta, separa i tre principi dopodiché li unisce di nuovo con la procedura di circolazione che ne intensifica di molto il valore e che può essere assimilabile alla dinamizzazione omeopatica.

Per approfondimenti: presentazione alla manifestazione Zen A, Genova 11/2/2017

Addentriamoci ora nel mondo dei tre principi, fatto di simbolismi.

Lo Zolfo è il principio grasso e oleoso che possiede la solidità del Sale e la volatilità del Mercurio. Nell’uomo corrisponde all’Anima e in quanto principio originario maschile agisce fecondando il Mercurio, quest’ultimo passivo e femminile.
Gli Alchimisti hanno abbinato allo Zolfo l’elemento Fuoco, il calore vitale. Lo Zolfo partecipa in miscela con Sale e Mercurio alla costituzione di tutti i corpi e la sua separazione impone un difficile lavoro alchemico. Il simbolo dello Zolfo è il risultato dell’unione di due singoli emblemi, quello del triangolo e quello della croce quadrata. Il triangolo con l’apice rivolto verso l’alto, oltre a ricordare la simbologia della Trinità, contraddistingue l’elemento Fuoco e il principio maschile. L’altra parte dell’ideogramma è la croce quadrata, illustrazione arcaica nella quale veniva identificata la Terra.

Il Mercurio rappresenta il principio femminile, si tratta di un liquido spirituale, dal Mercurio nasce il colore fondamentale azzurro, nell’uomo corrisponde allo Spirito dal quale deriva l’intelligenza. Al Mercurio è affidato il ruolo di rigeneratore interiore, di manifestazione transitoria tra lo stato impuro e quello puro. Nel suo ideogramma la parte superiore è assimilabile ad una coppa e rappresenta la luna crescente e ricettiva, se unita al cerchio diventa simbolo zodiacale e simbolo dell’equinozio di primavera e della terra che si risveglia.
Il cerchio con la croce è l’antico simbolo orientale del sole nascente e dei suoi raggi. Lo stesso emblema in seguito è stato chiamato anche “specchio di Venere”, preludio del simbolo del pianeta Venere che altro non è che un ulteriore simbolo femminile.
Il Mercurio è quindi punto da cui universalmente parte ogni vitalità, l’anima mundi che tende a liberare l’uomo dalla materia, innalzandolo verso il superiore.

Il Sale è il terzo principio. Il simbolo del cerchio che lo rappresenta è l’allegoria dell’eternità. Il Secco, contenuto nel Fuoco e nella Terra forma un principio di natura secca, coesiva e coagulatrice, chiamato Sale. È il principio di unificazione del maschio e della femmina, da cui nascono la forma, il peso e il colore fondamentale giallo, nell’uomo corrisponde al Corpo. Il diametro orizzontale simboleggia la suddivisione del Cosmo in macro e micro. Il sale nell’Alchimia determina l’equilibrio, la stabilizzazione, la combinazione armonica tra Anima e Spirito, tra Zolfo e Mercurio.

Nel regno vegetale il Mercurio, che è femminile e reattivo, viene rappresentato dall’Alcool etilico (fuoco e acqua); si ottiene dalle piante attraverso il processo di fermentazione seguito da quello di distillazione. Il glucosio si decompone in alcool etilico e biossido di carbonio. La fermentazione si svolge con l’aiuto dei lieviti.
L’alcool è il portatore del Mercurio ed è sempre lo stesso in tutto il regno vegetale, pur se con diversa vibrazione energetica.
Lo Zolfo che simboleggia il fuoco è rappresentato in forma pura soprattutto dagli oli essenziali e da ciò che viene definito “principio attivo”. A differenza del Mercurio, la composizione degli oli essenziali varia molto da una pianta all’altra. Gli oli essenziali non si miscelano con l’acqua e sono molto volatili.
Il Sale è il corpo stesso delle piante, il loro corpo risorto. È fisso e incombustibile, può essere ottenuto solo attraverso la calcinazione (riscaldamento ad alta temperatura, atta a eliminare le sostanze volatili) e lisciviazione (separazione dei componenti solubili da una massa solida).
I sali vegetali hanno lo stesso campo di azione dei componenti organici ma producono effetti spesso di portata superiore a quelli prodotti dagli estratti vegetali.

Che cosa è la Spagiria? Si può definire come una corrente filosofica ma anche come una scienza che trae le sue origini dall'Alchimia. Gli Alchimisti erano uomini di sapere che avevano diverse abilità, anche quelle di curare con i loro preparati chi aveva bisogno delle loro attenzioni, la Spagiria nasce proprio dall'esigenza o meglio dalla loro abilità di mettere insieme composti medici e chimici, con il preciso scopo di curare non solo i corpi ma anche la parte più sottile che ogni essere vivente ha e cioè l’anima.
Quindi la Spagiria è stata anche una scienza dell’anima, un percorso interiore a stretto contatto con le energie primordiali, pervasa da una vena di esoterismo che la caratterizzava e che a tutt’oggi non è stata sconfessata, tutt’altro.
Si fa risalire il termine Spagiria dal greco Spao e Agheuro, che significano separo e ricongiungo, è proprio così che i preparati spagirici raggiungono il massimo grado di purezza ed unicità. Questa corrente è stata in auge fino al 1600 circa, poi è caduta in disgrazia per poi riapparire ai giorni nostri con un vigore rinnovato.Ad oggi ci sono diverse aziende che producono preparati spagirici seguendo le antiche modalità alchemiche.

spagiria2La Spagiria o meglio la medicina spagirica cura non solo il corpo ma anche l’Anima e lo Spirito. Lo Spirito è la forza vitale, l’Anima è il tramite tra Spirito e Corpo, è la parte più spirituale del corpo, che deve essere nutrita perché, come diceva Paracelso, illustre medico spagirista, “quando l’anima soffre anche il corpo soffre”, la malattia diventa quindi la parte finale di un processo di sofferenza che ha coinvolto spirito e anima non più in comunicazione. Curando solo il corpo non si risolve la causa e il malessere o il disagio riappariranno, in maniera ancora più prepotente. Tutti i composti spagirici contengono i tre elementi fondamentali della filosofia alchemica vale a dire i tre principi Solfo, Mercurio e Sale.

Per approfondimenti: presentazione alla manifestazione Zen A, Genova 7/2/2016

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