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Le tinture spagiriche sono macerazioni di piante o parti di esse in una soluzione idro-alcolica a diversa gradazione, a seconda della pianta prescelta. Si parte da erbe fresche o secche anche se è preferibile partire dalla pianta fresca in quanto i principi attivi sono più consistenti. Per alcune piante, soprattutto quelle che non si trovano alle nostre latitudini, l’unica fonte di approvvigionamento è rappresentata dall’importazione di materiale secco. Le piante devono essere raccolte nel loro periodo balsamico, quando è massima la concentrazione dei principi attivi.

Le erbe vengono messe in un vaso di vetro chiuso e lasciate macerare in una soluzione idroalcolica per un periodo di tempo definito, agitando energicamente ogni giorno il vaso. La maggior parte delle piante viene fatta macerare per 30 giorni circa.Passato il tempo prefissato, il liquido ottenuto si presenta scuro. A questo punto lo si separa dalla parte solida, che verrà essiccata al sole e poi incenerita. Le erbe incenerite devono essere tenute sul fuoco fino a completa calcinazione e comunque fino a quando il composto raggiungerà il colore bianco. A calcinazione avvenuta si aggiunge la cenere calda alla tintura in un vaso chiuso, detto vaso di Ermete. La tintura deve essere agitata regolarmente ed esposta al sole e alla luna per 28 giorni. In questo modo si avrà una circolazione data dalla evaporazione della tintura, con conseguente condensazione nel vaso superiore e ricaduta della tintura che scioglie i Sali solubili della cenere, assorbendoli e potenziandola.

circolatoreÈ invece dai tessuti meristematici di piante fresche che si ottiene un macerato spagirico-alchemico. La pianta raccolta viene unita ad una soluzione glicero-alcolica, costituita dal 40% di glicerolo vegetale e dal 60% di alcool spagirico, messa a macerare in un circolatore per un mese filosofico lunare, di circa 30 giorni (da luna nuova alla luna nuova successiva se la parte della pianta da macerare sono le radichette, da luna piena a luna piena se sono le parti aeree). Per ogni chilo di pianta sono necessari 4 litri di soluzione glicero-alcolica.
Dopo la macerazione, la tappa successiva è rappresentata dalla filtrazione, con torchiatura del residuo della pianta. Il liquido ottenuto viene filtrato e aggiunto a quello ottenuto in precedenza, la stessa operazione è fatta per il residuo che dopo torchiatura è bruciato e le sue ceneri vengono aggiunte al liquido.
A questo punto si passa di nuovo al circolatore per un altro mese filosofico. La procedura ha lo scopo di energizzare il liquido durante la lavorazione, in quanto sottoponendolo ai raggi polarizzanti del Sole, le particelle liquide evaporano e ricadono a pioggia nel circolatore. La circolazione rende quindi il macerato più “sottile”, più volatile, il suo punto di evaporazione si abbassa e una quantità maggiore di liquido si trasforma in vapore. Questo tipo di circolatore viene chiamato “Microcosmo” in quanto riproduce in piccolo quello che avviene nel Macrocosmo. La soluzione presente nella parte inferiore del vaso evapora salendo verso la parte superiore, il vapore aderendo alle pareti del vaso si trasforma in goccioline che ritornano nella parte inferiore del circo-latore, per poi ancora evaporare e salire di nuovo in una ciclica ascesa-discesa. ouroborusQuesto processo è stato spesso raffigurato con la immagine di un drago che si morde la coda o Ouroborus (in fogura).

Questa circolazione fa sì che i Sali solubili della pianta ricchi in oligoelementi vadano in soluzione nel macerato, energizzandolo.
A fine circolazione si filtra il liquido, si recupera il residuo rimasto nel filtro, che verrà calcinato per poi passare alla lisciviazione e alla evaporazione con formazione di Sali purificati. Questi Sali devono essere esposti alla luna affinché vadano in deliquescenza, un pro-cesso nel quale i Sali passano in soluzione assorbendo vapore acqueo dall’ambiente. L’olio che si ottiene racchiude in sé una potente Forza della Natura ad alto valore energetico. Il sale in deliquescenza viene versato nel macerato in precedenza ottenuto e fatto circolare per un altro mese filosofico e finalmente dopo averlo fatto decantare il liquido è pronto per essere confezionato. Dovrà essere diluito in un rapporto di 1/10 (9 parti di soluzione idro-glicero-alcolica per ogni parte di macerato concentrato) e succusso.

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